Ieri la Chiesa ha celebrato la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo – il Corpus Domini -, la festa nella quale la fede contempla «Gesù pane spezzato e donato per ciascuno di noi», come ha ricordato mercoledì scorso il Santo Padre. È una solennità che non si esaurisce nel raccoglimento dell’altare, ma che da sempre cerca la strada: perché il suo gesto proprio, quello che la distingue da ogni altra ricorrenza, è la processione con il Santissimo Sacramento.
La processione è la liturgia che esce dalle mura. L’ostia consacrata, sollevata nell’ostensorio sotto il baldacchino, attraversa le vie della città mentre il popolo canta e prega: non più i fedeli che entrano nel tempio, ma il tempio – il Corpo di Cristo – che entra nelle case, nelle piazze, nel lavoro e nella quotidianità degli uomini. È, nel senso più pieno, una pubblica professione di fede: dichiarare apertamente, davanti a tutti, che quel pane non è un simbolo vuoto ma una Presenza reale.
fonte: Silere non possum