Santuario della Madonna della Corona

Pellegrinaggio dei genitori con un figlio in cielo alla Madonna della Corona (VR)

Come ogni anno, nel mese di maggio, i genitori con un figlio in cielo hanno vissuto il loro pellegrinaggio mariano. La meta scelta per quest’anno è stata il Santuario della Madonna della Corona, luogo di grande suggestione spirituale, incastonato tra la roccia e il cielo, quasi sospeso tra la terra e l’eternità.

La partenza da Venezia è avvenuta alle ore 7.00 del mattino. Dopo il viaggio, il gruppo ha raggiunto il santuario e ha compiuto il cammino verso la chiesa in un clima di raccoglimento e preghiera, recitando insieme il Santo Rosario e le Litanie della Madonna. È stato un momento semplice e intenso, nel quale ciascuno ha potuto portare nel cuore il nome del proprio figlio, la propria storia, la propria ferita, ma anche la propria speranza.

Giunti al santuario, i pellegrini hanno avuto modo di visitare questo luogo così particolare, segnato dalla devozione popolare e dalla presenza materna di Maria. Alle ore 12.00 è stata celebrata la Santa Messa. Don Roberto ha proposto una meditazione sul Vangelo di Giovanni, nel passo in cui Maria sta presso la croce di Gesù. Una pagina evangelica particolarmente vicina al cammino di questi genitori: Maria non fugge davanti al dolore, non trova parole facili, non spiega il mistero della morte del Figlio, ma rimane. Sta sotto la croce. La sua presenza diventa così immagine di una fede che non cancella il dolore, ma lo attraversa; di un amore che non viene meno neppure quando tutto sembra perduto; di una maternità che continua anche dentro la notte del distacco.

In quella scena, Gesù morente affida Maria al discepolo amato e il discepolo a Maria. È come se, proprio nel momento più buio, nascesse una nuova comunione, una casa spirituale, una fraternità capace di custodire chi resta. Per i genitori che portano nel cuore la perdita di un figlio, questo Vangelo ha risuonato con forza: anche sotto la croce non si è soli; anche dentro la sofferenza può nascere una compagnia; anche nel pianto può aprirsi uno spazio di fede.

Durante la giornata c’è stato anche l’incontro con alcuni membri del gruppo “Il tuo figlio vive”, realtà della diocesi di Verona vicina al cammino vissuto dai genitori veneziani. È stato un momento di condivisione prezioso, nel quale alcune persone hanno potuto raccontare il proprio percorso di fede, di dolore e di speranza. L’incontro ha mostrato come esperienze nate in luoghi diversi possano riconoscersi in una stessa domanda, in una stessa ferita e in una stessa ricerca di consolazione cristiana.

Dopo il pranzo, il pellegrinaggio è proseguito verso il lago di Garda, dove il gruppo ha vissuto un tempo più disteso, segnato dalla pace, dalla serenità e anche da un momento di fraternità semplice e gioiosa. Dopo la preghiera, il silenzio e la condivisione, anche questo passaggio ha avuto il suo valore: ricordare che il cammino nel dolore non esclude la possibilità di respirare, di sostare davanti alla bellezza, di lasciarsi raggiungere da qualche istante di luce.

La giornata si è conclusa intorno alle ore 20.00, con il rientro dopo un pellegrinaggio intenso, vissuto tra preghiera, memoria, ascolto, fraternità e speranza. Alla Madonna della Corona, ai piedi della croce e sotto lo sguardo di Maria, i genitori hanno ancora una volta affidato i loro figli al Signore, certi che l’amore non viene cancellato dalla morte e che, nella fede, ogni figlio continua a vivere nel cuore di Dio.

Don Roberto