Carissimi,
entriamo in un anno nuovo come si entra in una casa appena illuminata: con un po’ di tremore, con speranza, e con quel desiderio semplice e ostinato di ricominciare.
Non sappiamo che cosa ci aspetta. Ma sappiamo questo: Dio non si stanca di venirci incontro. Non ci chiede di essere perfetti, ci chiede di essere veri. Di rimettere insieme i pezzi, con pazienza. Di scegliere ancora una volta il bene, anche quando costa. Di non smettere di credere che una vita può cambiare, e che una comunità può diventare davvero Famiglia .
Un anno in cui non ci vergogniamo delle fatiche, perché anche le fatiche, quando sono offerte e condivise, diventano strada. Un anno in cui impariamo a non farci rubare l’anima dall’amarezza, e a non lasciare che la paura decida per noi.
A volte la vita sembra stringere. Eppure, proprio lì, si può compiere un miracolo: non diventare duri. Restare umani. Restare capaci di tenerezza. Perché la speranza non è ottimismo: è una scelta. È il coraggio di dire: “Nonostante tutto, io continuo a fidarmi del bene”.
Vi auguro giorni in cui la pace non sia uno slogan, ma un lavoro quotidiano:
pace nelle parole, pace nelle famiglie, pace nelle relazioni, pace nella comunità. A volte la pace inizia da una cosa piccola: una telefonata, una visita, un perdono concesso, un giudizio trattenuto, un gesto che rialza.
E vi auguro anche questo: che nessuno si senta invisibile.
Che nella nostra comunità ci sia sempre un posto per chi è stanco, per chi è solo, per chi è in ricerca, per chi è ferito. Perché una parrocchia non è un luogo dove si “consuma” fede: è un luogo dove ci si sostiene, ci si custodisce, ci si porta.
In questo nuovo anno proviamo a scegliere alcuni propositi semplici, ma veri:
pregare un po’ di più, non per dovere ma per respirare;
lamentarci un po’ di meno, per lasciare spazio alla gratitudine;
fare una cosa buona in più, ogni settimana, anche piccola;
tornare alle cose essenziali, perché l’essenziale non passa.
Se posso lasciarvi un pensiero e’ questo …. quando non riesci a cambiare la realtà, non lasciare che la realtà cambi il tuo cuore. E ancora: non misurare la vita dai giorni facili, ma da quanta luce riesci a custodire anche nei giorni difficili.
Affidiamo l’anno nuovo al Signore: Lui cammina davanti a noi, ma anche accanto a noi. E quando noi non ce la facciamo, Lui rimane.
Con affetto e benedizione,
Buon Anno a tutti voi e alle vostre famiglie.
Don Roberto, don Steven , don Carlo , don Giuseppe , don Jhon